SERVIZIO DI AGGIORNAMENTO NORMATIVO...
08/04/2011  - Servizio di aggiornamento normativo in materia di sicurezza alimentare, ambiente e sicurezza sui luoghi di lavoro.Marinigroup mette a disposizio ...
ARRIVA IL PIM...
... MISURE IMPLEMENTATIVE PER LA PLASTICAIl 2011 si prospetta un anno di grande cambiamento per i produttori di packaging destinati al contatto alimentare. ...
 

Consulenza

I servizi di consulenza della marinigroup sono rivolti a tutti gli anelli della filiera agroalimentare:
- Aziende agricole
- Allevamenti
- Mangimifici
- Stabilimenti di produzione, trasformazione e distribuzione
- Aziende di ristorazione collettiva
- Grande distribuzione organizzata

L’azienda ha maturato negli anni e vanta ormai da tempo una grande specializzazione per le filiere delle carni.

Tutte le attività di consulenza vengono seguite da personale qualificato ed altamente specializzato nella tipologia dell'intervento da eseguire al fine di costruire insieme alle aziende un rapporto di partnership continuativa e di soddisfazione reciproca.

La marinigroup offre attività di consulenza e assistenza tecnica per le seguenti attività:

Piani di autocontrollo e sistemi HACCP
I Regolamenti CE 852/04, 853/04 e 854/04 e le altre norme inserite nel pacchetto igiene hanno ribadito il concetto di autocontrollo per tutto il settore delle produzioni agroalimentari con particolare riferimento all’applicazione di un sistema HACCP. Inoltre hanno inserito anche le fasi di produzione primaria (prodotti della terra, dell’allevamento, della caccia e della pesca) tra le fasi che devono essere sottoposte ad autocontrollo. Infine secondo quanto previsto dal Reg. CE 183/05 anche i produttori di alimenti zootecnici (mangimifici, impianti di essicazione e lavorazione materie prime destinate all’alimentazione zootecnica) devono attuare un piano di autocontrollo basato sui principi dell’HACCP.

Tutti gli adempimenti in materia di autocontrollo, in qualunque settore, sono a carico del Responsabile dell’azienda che deve predisporre, mantenere attivo e mettere a disposizione dell'autorità competente la documentazione necessaria per dare garanzia della sicurezza alimentare delle proprie produzioni.
Il sistema di Autocontrollo deve essere specifico per la singola realtà aziendale; l'individuazione dei punti critici non deve essere effettuata a priori, ma solo dopo l'analisi del processo reale.
Il sistema di Autocontrollo deve essere documentato in quanto la documentazione è il mezzo per dimostrare a terzi l'effettiva osservanza delle regole e delle procedure di prevenzione dai rischi di cui si è dotata l'azienda.
La predisposizione della documentazione relativa all'autocontrollo richiede l'attiva partecipazione ed il coinvolgimento dell'azienda. L'impostazione di un Sistema di Autocontrollo deve ispirarsi a quelli che sono i principi del metodo HACCP, ovvero analizzare i potenziali pericoli per gli alimenti, stimare i rischi e stabilire specifiche misure di controllo.
Il sistema, per essere efficace, deve essere in grado di dimostrare la capacità di mantenere il processo sotto controllo.
Un Sistema di Autocontrollo dovrà quindi essere costituito almeno da:
• Studio HACCP
• Procedure di gestione di attività specifiche altrimenti definite procedure delocalizzate (es: SSOP/pulizia, disinfestazione, formazione personale, selezione dei fornitori, ecc.)
• Procedure specifiche per la gestione dei requisiti cogenti (es: rintracciabilità in riferimento al Reg. CE 178/02, smaltimento dei rifiuti in riferimento al Reg. CE 1774/02, gestione allergeni Dir. CE 89/2003 recepita dal D.Lgs. 114/2006)

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Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare in conformità alla norma ISO 22000
Scopo di questa norma internazionale è di armonizzare a livello globale i requisiti relativi alla gestione della sicurezza alimentare per il commercio all’interno della filiera alimentare.
È rivolta ad organizzazioni che cercano un sistema di gestione per la sicurezza alimentare più focalizzato, coerente ed integrato di quanto normalmente richiesto dalla legge.
La norma integra i principi del sistema Hazard Analysis and Critical Control Point (HACCP) e le misure applicative sviluppate dalla Codex Alimentarius Commission per mezzo di requisiti certificabili e collega il piano HACCP con i programmi di prerequisiti (PRP).
Infatti prevede che tutti i pericoli, la cui insorgenza può essere ragionevolmente prevista all’interno della filiera alimentare, compresi i pericoli che possono essere associati al tipo di processo e di strutture siano identificati e valutati. Quindi, questa norma fornisce i mezzi per documentare e giustificare le ragioni per cui certi pericoli identificati debbano essere controllati e perché, per altri, questo non sia necessario.
Gli scopi della norma ISO 22000 sono:
- Pianificare, progettare, applicare, gestire, mantenere e aggiornare un sistema di gestione della sicurezza alimentare finalizzato a fornire prodotti finiti che, in accordo con il loro uso previsto, siano sicure per il consumatore
- Dimostrare la conformità ai requisiti legali applicabili o inerenti a norma relative alla sicurezza alimentare
- Valutare ed esaminare i requisiti del consumatore e dimostrare la propria conformità ai requisiti reciprocamente concordati con il cliente relativi alla sicurezza alimentare, allo scopo di aumentare la soddisfazione del cliente
- Comunicare in modo efficace le questioni relative alla sicurezza alimentare ai propri fornitori, clienti e le altre parti interessate della filiera alimentare
- Assicurare che l’organizzazione sia conforme alla politica per la sicurezza alimentare da essa dichiarata
- Dimostrare tale conformità alle parti interessate
- Richiedere la certificazione o la registrazione del proprio sistema di gestione per la sicurezza alimentare da parte di un’organizzazione esterna o di effettuare un’autovalutazione o autodichiarazione di conformità a questa norma internazionale

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Sistemi di qualità ISO 9001
Che cos'è la qualità? Non è semplice darne una definizione, in quanto ciascuno la percepisce in modo differente e ritiene che un prodotto/servizio sia di buona o cattiva qualità attraverso parametri del tutto personali.
La qualità di un'entità è la sua capacità di soddisfare alcune nostre attese e non è percepibile se non come livello di soddisfazione di una determinata attesa.
Da tutto ciò, per qualità (UNI EN ISO 9001:2000) si intende il grado in cui un insieme di caratteristiche (elementi distintivi) intrinseche, soddisfa i requisiti, dove requisito è l'esigenza o aspettativa che può essere espressa, generalmente implicita o cogente.
L'impostazione del sistema di gestione della qualità segue i principi enunciati dalla norma ISO 9001 edizione 2000:
a) Organizzazione orientata al cliente
b) Leadership
c) Coinvolgimento del personale
d) Approccio basato sui processi
e) Approccio sistemico della gestione
f) Miglioramento continuo
g) Decisioni basate su dati di fatto
h) Rapporto di reciproco beneficio con i fornitori

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Sistemi di gestione ambientale - ISO 14001 e Regolamento EMAS II
Come definito dalla norma, un Sistema di gestione Ambientale è "la parte del sistema generale che comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, la prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale".

Per la realizzazione del progetto sono previste le seguenti fasi:
1. analisi ambientale iniziale e tale fase prevede:
2. formalizzazione, sviluppo e ottimizzazione del sistema di gestione.

I punti focali da sviluppare sono quindi:
• la politica ambientale dell'organizzazione;
• la descrizione di tutti gli aspetti ambientali significativi, diretti e indiretti, che determinano impatti ambientali significativi dell'organizzazione ed una spiegazione della natura degli impatti connessi a tali aspetti;
• la descrizione degli obiettivi e target ambientali in relazione agli aspetti e impatti ambientali significativi;
• la descrizione dei dati disponibili sulle prestazioni dell'organizzazione rispetto ai suoi obiettivi e target ambientali per quanto riguarda gli impatti ambientali significativi.

Altri fattori concernenti le prestazioni ambientali, comprese le prestazioni rispetto alle disposizioni di legge per quanto riguarda gli impatti ambientali significativi non possono essere tralasciati ma costituiscono la base portante del sistema.

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Standard BRC e IFS
Lo standard IFS (International Food Standard) è stato realizzato dalla Global Safety Initiative (GFSI) nel Gennaio 2004.
Tale standard viene maggiormente richiesto dalla Grande Distribuzione Organizzata tedesca ed in particolare da grandi gruppi europei, per i quali l'esclusiva applicazione delle normative nazionali non sono ritenute sufficienti a soddisfare l'accresciuta esigenza di sicurezza ed affidabilità.

Lo standard BRC (British Retail Consortium) è stato realizzato nell'Aprile 2002 ed è riconosciuto primariamente da aziende del Regno Unito.

Il rispetto di entrambi gli standard sono spesso requisito indispensabile per esportare ed essere fornitori delle GDO sopracitate.

I requisiti richiesti dagli standard sono in generale:
• l'esistenza di un sistema di gestione della sicurezza alimentare;
• l'adozione di Buone Pratiche di Produzione;
• l'esistenza di un efficace piano HACCP e sistema qualità.

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Certificazioni volontarie di prodotto
Con la certificazione di prodotto volontario un ente terzo afferma, che il prodotto è conforme a quanto dichiarato in un documento tecnico di riferimento dall’organizzazione richiedente la certificazione.

La scelta, da parte dell'organizzazione, dei requisiti certificabili del prodotto si basa sulla volontà di informare i clienti di alcune particolari e significative caratteristiche che differenziano il proprio prodotto dagli altri della stessa categoria presenti sul mercato.
Tale tipologia di certificazione nasce infatti dall'esigenza del marketing moderno di posizionare, valorizzare e differenziare il prodotto agroalimentare.
Ai fini di una certificazione volontaria di prodotto l’azienda deve predisporre un Disciplinare di produzione ove sono riportate:
- il prodotto e le relative caratteristiche oggetto di certificazione
- le modalità operative per la gestione delle diverse attività aziendali finalizzate alla garanzia del mantenimento dei requisiti oggetto di certificazione;
- i controlli finalizzati alla verifica dei requisiti oggetto di certificazione

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Certificazioni volontarie di filiera controllata
La certificazione di Filiera controllata appartiene alla famiglia delle certificazioni di prodotto in ambito volontario.
Per filiera di intende un insieme di operatori, legati da legame contrattuale e coordinati da un richiedente che concorrono nella logica cliente-fornitore alla produzione di un prodotto.
La certificazione di Filiera controllata, attesta che, viene garantita e documentata lungo tutta la filiera la rintracciabilità del prodotto e che sono gestiti in tutte le fasi i requisiti igienico-sanitari, secondo i criteri dell' HACCP.
Il documento principale da predisporre è il Disciplinare di produzione della filiera controllata ove sono riportate:
- la descrizione della filiera stessa,
- l'indicazione degli accordi contrattuali tra le parti,
- le specifiche responsabilità
- le modalità di gestione e verifica del sistema di rintracciabilità e degli aspetti di igiene e sicurezza.

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Certificazioni volontarie della rintracciabilità intraziendale e di filiera secondo le norme UNI 10939 e ISO 20005
Oltre a quanto previsto dalla normativa vigente (Reg. CE 178/02) le aziende possono implementare sistemi di rintracciabilità intraziendali e/o di filiera a seconda se vengono gestiti dati esclusivamente di un'azienda o rilevati lungo tutta la filiera. L’implementazione di sistemi di rintracciabilità oltre a rispondere ai requisiti di legge consentono anche di focalizzare alcune caratteristiche dei prodotti quali l’origine o gli ingredienti.
La ISO 22005:07 recepisce le norme italiane UNI 10939:01 relativa a “Sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari” e UNI 11020:02 relativa “sistema di rintracciabilità nelle aziende agroalimentari” e si applica a tutto il settore agroalimentare, comprese le produzioni mangimistiche.
Per la gestione del sistema di rintracciabilità occorre definire in specifico documento i seguenti aspetti:
- obiettivi del sistema di rintracciabilità
- normativa e documenti applicabili al sistema di rintracciabilità
- prodotti e ingredienti oggetto di rintracciabilità
- posizione di ciascuna organizzazione nella catena alimentare, identificazione dei fornitori e dei clienti
- flussi di materiali
- le informazioni che devono essere gestite
- documentazione
- modalità di gestione della filiera

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Audit di parte prima (Verifiche ispettive interne) e seconda (cliente-fornitore)
Gli Audit di parte prima (verifiche ispettive interne)sono finalizzati alla verifica dell'applicazione dei sistemi di gestione attivi in azienda:
- autocontrollo
- ISO 9001 e/o ISO 22000
- Certificazioni di prodotto, filiera, rintracciabilità
o semplicemente volti alla verifica del rispetto delle buone pratiche di lavorazione o della gestione di problematiche specifiche (es. gestione allergeni).

Gli Audit di parte seconda sono eseguiti per conto di un cliente (es. GDO) sui prorpi fornitori al fine di verificare il rispetto di specifici requisiti (es. capitolati di produzione).

Tutte le verifiche vengono eseguite utilizzando liste di riscontro (check-list) create specificatamente per la verifica dei diversi requisiti. Per gli audit cliente-fornitore la check list viene predisposta o concordata dal/con il cliente stesso.
Al termine di ogni verifica viene rilasciato un rapporto finale con commento e giudizio relativo alla parte auditata.

Gli audit vengono eseguiti da valutatori in possesso della qualifica "valutatore sistemi qualità" ottenuta tramite il corso 40 ore AICQ e con esperienza specifica nel settore oggetto di verifica.

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Formazione del personale
La formazione viene eseguita sui seguenti argomenti:

• Igienico-sanitaria ed in sostituzione dei Libretti Sanitari
• Aspetti legali quali etichettatura, applicazione di nuove normative

I corsi teorici possono essere tenuti sia presso la sede stessa dell'azienda sia presso la Ns sede, dotata di un'aula di formazione permanente.

Per ogni corso di formazione vengono definiti degli indicatori di efficacia e, se richiesto, si provvede anche alla valutazione della stessa.

La marinigroup è inoltre disponibile a progettare corsi di formazione specifici in base a richieste peculiari dei propri clienti.

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Predisposizione dei disciplinari facoltativi per l'etichettatura delle carni bovine e avicole
Il Regolamento CEE 1760/00 ha disciplinato la rintracciabilità delle carni bovine e la loro etichettatura imponendo la redazione di un disciplinare descrivente le modalità per la rintracciabilità ed etichettatura volontaria che deve essere approvato dal Ministero delle Politiche Agricole.
Per le carni avicole è stata disciplinata l’etichettatura facoltativa con il Decreto Ministeriale del 29.07.04.
La gestione dei controlli viene effettuata da un ente terzo accreditato UNI EN 45011 designato dal Ministero per l'esecuzione dei controlli.
Il documento su cui si basa la procedura di rintracciabilità è il Disciplinare Tecnico.
L'impostazione del disciplinare prevede:
• individuazione delle informazioni da apporre in etichetta
• definizione per ogni dato delle modalità per la sua "garanzia"

Per le carni avicole è stata disciplinata l’etichettatura facoltativa con il Decreto Ministeriale del 29.07.04. Come per le carni bovine occorre predisporre un disciplinare descrivente le modalità per la rintracciabilità ed etichettatura volontaria che deve essere approvato dal Ministero delle Politiche Agricole.

La marinigroup si preoccupa di gestire gli aspetti burocratici riguardanti i rapporti con l'ente di controllo e con il Ministero delle Politiche Agricole, Agroalimentari e Forestali.

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Sistemi di gestione dei laboratori in conformità alla norma ISO 17025
La norma UNI EN ISO 17025 definisce i "Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura".
L'attività di consulenza prevede:
- l'analisi della documentazione disponibile relativamente alla gestione del sistema qualità e all'esecuzione delle singole prove (metodi di analisi, procedure di manutenzione e taratura strumenti, validazione dei metodi analitici)
- la formazione relativa ai requisiti gestionali e tecnici, ad esempio le modalità di valutazione dell'incertezza di misura dei metodi di analisi e la validazione dei metodi analitici
- la revisione delle procedure relative alla parte di sistema qualità e alla parte tecnica di esecuzione delle prove
- la stesura di un Manuale della Qualità conforma alla norma ISO 17025.

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